Dalla storia dell’ulivo alla produzione dell’olio nuovo: una classe di quinta elementare ha visitato Oleificio Corazza a Rimini durante la campagna olearia 2026, scoprendo da vicino come le olive diventano olio extravergine.
Ci sono mattine in cui il nostro frantoio si riempie di qualcosa in più del solito. Oltre al rumore delle macchine, al profumo delle olive appena lavorate e al via vai che accompagna ogni nuova campagna olearia, arrivano tante domande, occhi curiosi e un entusiasmo contagioso.
È quello che è successo il 20 ottobre 2026, quando abbiamo accolto nel nostro frantoio di Rimini una classe di quinta elementare, pronta a scoprire come nasce l’olio extravergine di oliva. E non potevano scegliere un momento migliore.
La campagna olearia 2026/2027 è iniziata da poche settimane e il frantoio è in piena attività: le olive arrivano, le macchine lavorano e l’olio nuovo comincia finalmente a uscire.
Per i bambini è stata l’occasione di osservare dal vivo un processo che spesso conoscono soltanto attraverso i libri. Per noi, invece, un’opportunità preziosa per condividere la storia e il lavoro della nostra famiglia.
Abbiamo voluto accogliere i nostri piccoli ospiti con qualcosa di speciale: una lettera di benvenuto scritta proprio per loro. Non una lezione fatta di parole difficili, bensì un racconto semplice, capace di accompagnarli alla scoperta di ciò che avrebbero visto durante la visita.
Siamo partiti dal 1959, anno in cui ha avuto inizio la storia della nostra famiglia nel mondo dell’olio, raccontando come il frantoio sia cambiato nel tempo, attraverso nuove generazioni e nuove tecnologie. Abbiamo parlato anche di Giuseppe Corazza (Pino) e delle persone che ogni giorno continuano a portare avanti questa attività.
Poi abbiamo fatto un piccolo passo indietro. Perché, prima ancora del frantoio, delle macchine e dell’olio, c’è un protagonista che merita di essere conosciuto: l’ulivo.

Come spiegare a un bambino da dove nasce l’olio?
Noi abbiamo scelto di cominciare dall’albero. L’ulivo è una pianta straordinaria, capace di vivere per centinaia di anni e, in alcuni casi, persino per oltre mille. Ha un tronco che con il passare del tempo può diventare grande e contorto, foglie verdi sulla parte superiore e argentate su quella inferiore e una capacità di adattamento che lo rende uno dei simboli del paesaggio mediterraneo.
Ma soprattutto ha un ritmo tutto suo. In primavera compaiono i piccoli fiori, dai quali, quando avviene la fecondazione e il frutto si sviluppa, possono nascere le olive.
Durante l’estate i frutti crescono e iniziano lentamente a maturare. Poi arriva l’autunno, il periodo in cui inizia la raccolta. È proprio qui che il lavoro negli uliveti incontra quello del frantoio.
E per la nostra famiglia Corazza, ottobre rappresenta ogni anno un nuovo inizio.
Come si produce l’olio extravergine di oliva? I bambini lo hanno scoperto dal vivo
Dopo il racconto iniziale, è arrivato il momento più atteso: entrare nel cuore del frantoio e osservare le diverse fasi della lavorazione. Con le macchine in funzione e le olive della nuova raccolta, i bambini hanno potuto seguire alcuni dei passaggi fondamentali che permettono di trasformare un piccolo frutto in olio extravergine.
1. La pulizia e il lavaggio delle olive
Il primo passaggio osservato è stato quello dedicato alla pulizia delle olive. Quando arrivano al frantoio, infatti, possono essere accompagnate da foglie, piccoli rametti e altre impurità raccolte durante la lavorazione negli uliveti.
Attraverso appositi macchinari vengono separate dai materiali estranei e successivamente lavate. È una fase importante perché permette di preparare le olive alle lavorazioni successive.
2. La frangitura: dalle olive alla pasta di olive
Dopo il lavaggio, le olive vengono frantumate attraverso un macchinario chiamato frangitore. È qui che il frutto cambia completamente aspetto: la polpa, la buccia e il nocciolo vengono ridotti in una pasta.
Una trasformazione che abbiamo raccontato ai bambini prima di accompagnarli alla fase successiva, visibile durante la visita.
3. La gramolatura: quando le piccole gocce d’olio si incontrano
Uno dei momenti più interessanti è stato osservare la gramolatura. La pasta ottenuta dalla frangitura viene mescolata lentamente all’interno di una macchina chiamata gramola. Questo movimento favorisce l’unione delle piccole gocce d’olio presenti nella pasta, preparando il prodotto alla successiva separazione.
Per i bambini è stato curioso scoprire come le olive, che poco prima avevano una forma ben riconoscibile, fossero diventate qualcosa di completamente diverso.
4. L’estrazione: finalmente arriva l’olio nuovo!
Ed eccoci al momento che ha attirato maggiormente l’attenzione dei nostri ospiti. Vedere l’olio appena estratto uscire dal macchinario, proprio davanti ai loro occhi.
Dopo la gramolatura, attraverso sistemi meccanici, l’olio viene separato dagli altri componenti della pasta di olive. Quello che fino a poche ore prima si trovava all’interno di piccoli frutti raccolti dagli alberi diventa finalmente olio.
Ed è proprio questo il bello di visitare un frantoio durante la campagna olearia: poter osservare la trasformazione mentre avviene davvero.
Prima di iniziare la visita avevamo affidato ai bambini una missione speciale.
Tre semplici cose da scoprire durante il percorso:
- Che profumo si sente all’interno di un frantoio in attività?
- Come cambia l’aspetto delle olive durante la lavorazione?
- Di che colore è l’olio appena prodotto?
Domande semplici, ma capaci di trasformare la visita in un’esperienza di osservazione e scoperta, per imparare a riconoscere i profumi dell’olio, osservarne le trasformazioni e comprendere quanto lavoro si nasconda dietro ciò che arriva ogni giorno sulle nostre tavole.

L’assaggio dell’olio nuovo: una fetta di pane per concludere la visita
Dopo aver seguito il viaggio delle olive, non potevamo che concludere la mattinata nel modo che preferiamo.
Con una fetta di pane e il nostro olio extravergine appena prodotto.
Un gesto semplice, ma perfetto per collegare tutto ciò che i bambini avevano appena visto al sapore dell’olio.
Abbiamo spiegato loro che un extravergine fresco può avere profumi vegetali e presentare sensazioni di amaro e piccante, caratteristiche che non devono necessariamente essere considerate difetti.
Ogni olio ha un proprio profilo sensoriale, che dipende da diversi fattori, tra cui varietà delle olive, maturazione e modalità di lavorazione.
E così, dopo aver ascoltato il rumore delle macchine, osservato la pasta di olive e visto uscire l’olio nuovo, è arrivato anche il momento di assaggiarlo.
Perché visitare un frantoio con una classe della scuola primaria?
Una visita didattica in frantoio permette ai bambini di conoscere da vicino un’attività agricola e produttiva legata al territorio.
Attraverso l’osservazione diretta possono scoprire da dove arriva un alimento quotidiano, comprendere il ciclo stagionale dell’ulivo e vedere come le materie prime vengono trasformate.
È un’esperienza che può collegarsi a diverse materie scolastiche: scienze, educazione alimentare, storia, geografia ed educazione ambientale.
Ma c’è anche qualcosa che va oltre gli aspetti didattici.
Visitare un frantoio significa incontrare le persone che lavorano dietro un prodotto, ascoltarne la storia e scoprire che ciò che mangiamo ogni giorno ha un’origine precisa.
Per noi è importante contribuire a trasmettere questa consapevolezza anche alle nuove generazioni.
Le domande più frequenti sulle visite didattiche in frantoio
Cosa possono imparare i bambini durante una visita a un frantoio?
Possono conoscere il ciclo dell’ulivo, la raccolta delle olive e le principali fasi di produzione dell’olio extravergine, dalla pulizia dei frutti fino all’estrazione. Una visita durante la campagna olearia permette anche di osservare i macchinari in funzione.
Quando si raccolgono le olive in Emilia-Romagna?
La raccolta delle olive in Emilia-Romagna avviene generalmente durante l’autunno, con tempi che variano in base alla zona, alla varietà e all’andamento climatico. Noi di Oleificio Corazza abbiamo iniziato la campagna olearia 2026/2027 ai primi di ottobre.
Qual è il periodo migliore per vedere un frantoio in attività?
Il periodo della campagna olearia, generalmente autunnale, è quello in cui si possono osservare le lavorazioni delle olive. Le date e le possibilità di accesso dipendono però dall’attività e dall’organizzazione di ciascun frantoio.
Oleificio Corazza organizza visite per le scuole?
Noi di Oleificio Corazza abbiamo accolto una classe di quinta elementare durante la campagna olearia 2026, proponendo un percorso di scoperta della storia familiare e della lavorazione delle olive. Eventuali nuove visite scolastiche devono essere concordate direttamente con il frantoio, in base alla disponibilità e alle condizioni operative.



